psicologa 1

Capelli tinti di un rosso acceso che odorano di mille sigarette

I suoi in realtà biondi scuro come i miei

Occhi grandi verdi sempre ingombranti di trucco sulle ciglia.

Tatuaggi aggressivi disegnati sul corpo, forse per intimorire e scacciare i mostri, corpo gracile di un anima debole.

Parla dei suoi abusi ed i suoi occhi piangono

Parla delle bruciature e dei suoi amori disastrati

Quando dorme non dorme

Sente i pensieri neri nella sua testa e le ante degli armadi buttano fuori vestiti

La piccola Luce, la sua micia, piange con lei sul lettone

La rossa è energica, ride e gioca con tutti

Spesso piange e dice che vuole arrendersi ma non lo fa

Qualcuno gli chiese una promessa, forse sperando in cuor proprio che venga mantenuta; chiese di ripartire da capo con una parola avanti ad ogni frase, ad ogni gesto, ad ogni lacrima: Perdono.

I suoi occhi non ascoltano, parlano di se stessa e non ripetono altro che un solo colore, l’unico che hanno deciso di vedere, il nero.

Quando guarda le stelle si sente una formica e si fa forza pensando ci sia di peggio.

Una sola cosa non è perdonabile sotto un cielo stellato: arrendersi al nero.

Paura del buio

Imparerò ad addormentarmi nella notte..

Imparerò senza dover aprire gli occhi a controllare che ci siano ombre o senza dover aspettare la luce che invada le finestre per tranquillizzarmi.

Nessuno mi farà del male, e nessuno toccherà chi amo, basterò io a proteggere non servono sempre le lenzuola.

Perché senza lenzuola da sola non ho mai dormito.

Ora sta arrivando la luce, da piccola codarda l’ho aspettata prima di chiudere gli occhi.

Il cielo sta schiarendo, la calma mi sta abbracciando e quel attimo di paura sta svanendo.

Buonanotte cuore, fai la ninna.

Estate giovane

2015

L’era vuota l’era persa e nulla
L’era piena e compatta
Lunga e corta
Confusa e chiara

I giorni lunghi e infiniti
I giorni spenti e scoloriti
Le ore magiche e poetiche
I viaggi pieni di colori e immagini incancellabili di un’estate infinita

Un’estate con una fine che non si vede ancora e chissà se vedremo
Oppure una mattina ci catapulterà alla consapevolezza
Un pomeriggio di emozioni intense
Emozioni lunatiche
Abbracci freddi
Affettuosità finte
Sorrisi sinceri e amici al fianco
Amori brevi, amori spericolati, improvvisi nella loro forza, magici e spensierati.
Mostri del passato, ansie, consapevolezza. realtà. Vita.

L’estate è magia.. È quel rilascio di cui la vita sente bisogno.
I pesi, i dolori, le preoccupazioni, i fallimenti, le delusioni, le ferite. Si alleggeriscono. Come il calore del sole addolcito dal vento sulla pelle.
Dalla leggerezza del proprio corpo in mezzo al mare, la leggerezza della propria anima smussata dalle piccole onde che la cullano. I pensieri che volano insieme ai gabbiani nel cielo libero.
Come la gioia di un padre che sorride guardando i suoi piccoli giocare con la sabbia.

E come tutti questi granelli di sabbia si mescoleranno tra di loro anche i ricordi di questa era faranno tra di loro.
Un’estate infinita. Una notte infinita. Un’emozione passionale, delle risate dolci, delle piccole incomprensioni, delle grandi amicizie, e forti amori.
Estate.

Perché mi vuoi infelice ?

Hai presente quante persone, nella vita hanno provato la sensazione del rifiuto ?

Quella che si prova ad essere l’ultimo scelto per far parte di una squadra, l’ultimo nella classifica dei più simpatici della classe, il migliore amico di nessuno.

Hai presente quante persone per strada raccontano e piangono di un amore non corrisposto? Di quanto ti renda cocciuto prendere una cotta per la ragazza che non avrai mai?

Bhè! Devo ammettere che sono stata superficialmente fortunata in questi casi, la maggior parte delle volte riesco ad avere le attenzioni su di me, ad ottenere ciò che voglio. Generalmente va così.

Ma qualcosa che ho paura non otterrò mai, c’è! Qualcosa che esiste, qualcosa che ho quotidianamente davanti agli occhi senza poterlo avere quasi mai.

Da quando sono nata e lotto per questo amore, non ho mai smesso di crederci, di perseverare anche quando chiunque mi ha consigliato di difendermi. Un amore incondizionato, che si legge soltanto nei libri di psicologia, perché è natura, non favola. Un amore che cerchi in ogni cosa, in ogni momento, di cui avresti sempre bisogno. Un amore pieno di comprensione, perdono, pazienza e forza, poi di nuovo, coraggio, fedeltà, paura. Dovrebbe essere il tuo amore più sicuro.

Ad oggi, ho paura di perdere le speranze, ho paura dell’apatia, paura di non riuscire ad amare così. I libri di psicologia ne parlano tanto del rapporto padre figlia, ci sono tanti film. Dicono che per una donna, il rapporto con il padre è importantissimo e decisionale in fattore “uomini”.

Chissà.. sarà vero ?

C’è di vero che un amore non corrisposto è pesante da vivere, e forse ad una certa bisognerebbe mollare. Ma come si molla? Io non lo so fare.

Forse continuandomi a chiedere cosa ho fatto di male per non ricevere questo amore, un bel giorno, mi convincerò di non averne bisogno, ma la verità non è questa. La verità è che vorrei essere arrabbiata, tanto, non delusa, non inaridita.

Nel frattempo, vorrei sapere… perché mi vuoi infelice ?

Sulla balaustra ad aspettare

Caro diario,

siamo in un periodo particolare, stiamo vivendo una situazione mai vissuta, chiusi in casa ormai da più di un mese e mezzo. Un virus ha colpito tutto il mondo e ci sta mettendo a dura prova.

Siamo obbligati a rimanere chiusi in casa, senza eccezioni; famiglie che si sono ritrovate ad imparare di nuovo a convivere, a conoscere i propri familiari, ad abituarsi a stare insieme, mangiare tutti a tavola, cucinare insieme, tutte le piccole e semplici azioni che forse avevamo dimenticato.

voglio arrivare al dunque per non girare troppo intorno a spiegazioni: era ormai diverso tempo che non rimanevo un po’ a casa, avevo costruito una vita fuori molto impegnata e velocissima, il tempo non mi bastava mai e il mio tempo a casa arrivava soltanto quando la stanchezza faceva i capricci.

Ma vorrei riflettere su cosa mi stia regalando la vita, un momento di riflessione e prova per me stessa è qualcosa di grande: ho riscoperto la bellezza del tempo passato con i miei fratelli, mi sono mancati tanto e sono così contenta di sentirli vicini.

Mia sorella ieri è scesa in cortile, mi ha chiesto come stessi e Dio sa quanto avevo bisogno mi ascoltasse un po’.

Non mi mostro davvero mai per quello che sono realmente, me ne vergogno perchè ho paura di essere vista come debole, ho paura che possano non vedermi come esempio o come spalla a cui appoggiarsi.

Ma oggi è stato così accudente l’abbraccio che mi ha dato dopo che sono scoppiata a piangere; sono dei giorni difficili per me e non ho saputo trattenere più le emozioni.

Sono 4 giorni che sono da sola, solo 4 giorni e sono stati di un difficoltà estrema, mi sono forzata però di non cascare nella debolezza del momento e portarmi ad una riflessione.

Ne sono forse un po’ fiera ed incredula di non aver cercato nessun supporto per sentirmi meno sola, mi ha fermato inizialmente l’orgoglio che di solito entra in protezione della parte più vulnerabile di me, ma il lavoro grosso lo sta facendo la mia forza di volontà, l’amore per gli altri e forse (ancora non so) un briciolo anche per me stessa.

Ho sempre avuto qualcuno vicino, qualcuno che mi amasse, che si interessasse delle mie mancanze, che mi ascoltasse ed inizio a pensare di aver tenuto tutto questo stretto a me con un po’ di egoismo anche sedevo ammettere di non averlo fatto consapevolmente

Non ricordo cosa facevo prima, ma se analizzo ciò che ho fatto da un anno a questa parte mi fanno paura i pensieri.

In ogni istante ho avuto qualcuno vicino che forse a proprio modo mi ha amato.

Sto pensando che il concetto che sta venendo fuori ha un valore grande adesso ma sopratutto potrà essere utile per la visione che ho sul mio futuro, dando una risposta alle mie proccupazioni.

Non è facile avere a che fare in maniera diretta con una paura che mi sembra insormontabile. Paura che non troverò mai nessuno che mi voglia davvero, senza doverlo mettere in croce prima di fidarmi un po’, senza massacrarlo.

Chiunque mi si sia avvicinato, che abbia mostrato interesse è finito nel labirinto senza uscite delle mie prove; lo facevo quando ero più piccina: portavo allo sfinimento le persone e solo chi reggeva poteva conoscere il mio cuore, la mia sensibilità, la mia dolcezza.

Non sempre mi è bastato mettere alla prova, non mi è bastato essere assecondata, non mi ha tranquillizzato essere difesa. A volte non mi basta mai, qualcuno me lo ha detto e questo mi fa sentire più in colpa.

Mi sento in colpa per non aver permesso a nessuno di amarmi e con questo non sto dicendo che ammettendolo ci riuscirò, ma di certo voglio smettere di far sentire qualcuno di meno di quello che è. L’ho fatto con egoismo, perché rimanere sola fa paura, perchè è un continuo non credere di meritare qualcuno che ci sia per me, pronta sempre a rimanere sola da un momento all’altro. Si dice che più fomenti una paura più aumento la possibilità che si realizzi ciò che temi di più, solo per essere compiaciuta nel dire “ecco, lo avevo detto” e tornare a casa senza aver versato una lacrima. Per questo ed altri motivi tengo le persone strette a me ma senza permettere a nessuno di avermi davvero.

Cosa causa questo? che le persone iniziano a pensare che ci sia qualcosa che non vada in loro e la maggior parte delle volte non è cosi. Odio questo.

Mi sento in colpa per aver sottovalutato il male che può fare avermi vicino ma senza avermi mai, senza prendermi mai, così sfuggente.

che stronza!

Forse un briciolo sono arrabbiata perchè la parte più indifesa di me, in qualche modo, si è aperta, si è mostrata vulnerabile per poi essere abbandonata ed io so quanto diamine costi aprire anche solo una piccola valvola.

Rabbia

Ho diverse domande.

Tante che non so a chi sono dirette, che consistenza abbiamo, quanto siano grandi o se sono pronta a farmele; perché sì… sono dirette a me.

Partiamo da adesso: cosa non va?

Eh.. cosa non va.. c’è che non so da dove partire. Cè che ho fatto un gran casino di roba, un gran casino di cose. Mi sono confusa, non riconosco le emozioni e così non riconosco i sentimenti.

Perché come dice zia, mia compagna di vita, c’è differenza l’una dall’altra: l’emozione è ciò che ti smuove è quello che sentì in quel momento. L’emozione è la gioia, la rabbia, la serenità, il fastidio. Il sentimento è per sempre.

Se non vivi l’emozione non riconosci più il sentimento.

C’è che per tanto, troppo tempo non mi sono concessa l’emozione se non in piccole dosi, in pochi momenti e tanto quanto io fossi capace di gestire, mai oltre.

Torniamo sempre lì, quella sorta di promessa che mi sono fatta ormai diversi anni fa: quel “progetto donna rielaborato”. Mi sa che è di nuovo l’ora di modificarlo di nuovo o forse semplicemente in passato sono stata brava a promettermi una modifica ma poi effettivamente non l’ho mai seguita.

C’è chi nasce per dare e chi nasce per ricevere. Chi vive per dare, passa probabilmente la vita ad accogliere i bisogni altrui, ad coccolarli come se fossero propri, ad amare le madri altrui e volerle proteggere come se fossero proprie e per i padri ad offrire un po’ di comprensione.

È arrivato il momento in cui c’è da fermarsi e fare chiarezza.

Accettare.

Accettare di essere quello che si è, di voler essere capita, di voler ricevere ogni tanto un po’ di attenzione per ricordarmi che al mondo ci sono anche io e poi lasciarmi però fumare una sigaretta da sola. Perché è così che poi sono abituata a fare: tornare a casa e vedermela da sola.

Ora…. perché non mi fido? Perché sento confusione ? Perché … perché …perché?

Ho tralasciato tante domande sperse nel tempo.. le ho lasciate senza ascoltarle per paura che la risposta fosse troppo violenta.

Però poi devi darti una risposta. Allora ho sempre preferito darmi colpe. Ho sbagliato questo, ho sbagliato in quello. Difendendo sempre tutti tranne me. Aspettandomi quel famoso intervento in mia difesa, senza che arrivasse mai.

Allora dato che tanto incolpo quelli che lasciano situazioni in sospeso e faccio la maestrina: io ho affrontato proprio tutto?

Dato che ora non mi fido di quelle persone che hanno questioni in sospeso, incolpandola non siano affidabili. Io ho risolto?

Bello che mi faccio la ramanzina da sola.. molto simpatico!

Perché non ho mai affrontato cose che mi hanno fatto tanto male?

Lo so bene il motivo.

Il motivo è che non ho mai trovato giusto arrabbiarsi e dire quando si sta male. Quella mia fottutissima convinzione di valere meno, di non avere il diritto, di non potermelo permettere e di non meritarmelo che ogni volta mi fa mettere gli altri al primo posto.

A dare giustificazioni a chi mi ha fatto male, a scusare e difendere con tutto il mio potere quello per cui provo del sentimento anche quando mi fanno del male.

Ho sempre avuto la presunzione di saper gestire tutto, di riuscire ad andare avanti e assicurare sempre la mia fedeltà alle persone a me fare. Assicurare la mia presenza anche se schiacciata, anche se demolita o ignorata. Anche senza che qualcuno mi conosca davvero o sappia cosa mi fa male.

Perché ho sempre trovato sbagliato arrabbiarmi. Ho sempre preferito comprendere, di nuovo ancora di nuovo fino all’infinito. Paura che le altre persone potessero star male ad una mia emozione.

Mi sono abituata così tanto a farne a meno che non so bene come si faccia.

Ho comprato la moto nuova, mi hanno fatto un contratto indeterminato con un lavoro che amo, tutti emozionati e io… ho solo aggiunto un punto in più. rimango impietrita, vergognandomi delle emozioni.

Accenno ogni tanto qualche emozione ma poi la nascondo come se fosse reato provarla.

Passo le giornate nascondendo cosa mi capita, cosa mi fa male, perché come tutte le volte, qualcuno si arrabbia per me, mi trovo a difendere chi mi ha fatto del male con una convinzione spaventosa.

Difendo chiunque tranne che me, perché a me è concesso far del male, preferisco incassare che buttare fuori.

Ma perché poi arrabbiarsi risolve qualcosa?

Bella domanda. Qualcuno mi ha finalmente dato dei motivi per cui: si! È giusta arrabbiarsi.

Ho cercato tanto protezione da piccolina, qualcuno che ogni tanto mi difendesse e ogni tanto sprecasse una parola in mio supporto. Ma poi ne avevo così bisogno? Perché non lo cerco più ora?

Ho imparato a difendermi da sola e mi sento meglio a farlo da sola.

Ma forse come parlare con un amico di gioie e dolori, raddoppia o dimezza le emozioni, forse anche arrabbiarsi, ogni tanto e smettere di mettere gli altri davanti a me potrebbe servire.

Forse mettere a conoscenza le persone di quel che sento potrebbe servire. Ok… che idiozie… devo solo iniziare a farlo e smettere di ipotizzare.

Il per sempre non esiste, far sembrare che vada sempre tutto bene non serve, essere forte per tutti sempre non è possibile. Il sentimento è un “per sempre”.

Non sono più una bimba capricciosa piccolina, quindi ora posso permettermi di arrabbiarmi ed essere comprensiva come so fare io.

Ma basta spazio a ciò che non merita il mio sentimento, basta cercare qualcuno che abbia cura, basta che quella che so avere io, ne metto un po’ per me stessa.

Ciao… fra poco è il 25esimo compleanno di mio fratello… vado ad abbracciarlo.

Ahitè

Un fiore cresciuto in primavera, che regala sorrisi, che regala forza. Ahitè ti ho visto.

Sono quasi le 4.00… è l’ora di riposare, ti osservo da qui.

Un cielo pieno di stelle, una sigaretta, come un prato appena fiorito.

Onestà di essere

Casa, è dove ti senti amato.

È da vigliacchi dare colpa alla vita per ogni cosa, per ogni sbaglio.

Non è colpa di chi non ti ha insegnato abbastanza, ognuno poi ha il suo percorso da fare e sarai solo tu a scegliere se avere coraggio di andare oltre.
Anche tu, cresciuto in una realtà senza troppo amore, puoi imparare ad essere il migliore amante della vita.

Mia madre bambina

Questi due giorni magici, perché solo in tal modo posso descriverli.

Una gita con mamma a Roma.

Una sorta di nodo mi si forma alla gola solo ora a pensarci, il mio intento era farle un regalo per il suo 50esimo compleanno, ma forse alla fine l’ho fatto a me stessa un regalo enorme. Passare del tempo con la donna che mi ha dato al mondo, con la donna che si è sacrificata per me da tutta una vita, o almeno dal tutta la mia vita.

Ho ringraziato il cielo ed ho ringraziato dio nella chiesa di S. Lucia a Roma, ho ringraziato per la gioia negli occhi di mia madre, per la vita che stava provando, per la gioia nella sua bocca, perché c’è da dire che quando sorride è bellissima.

Ho trattenuto emozione nel vederla camminare sotto la pioggia con un k-way imbarazzante addosso ed un gelato in mano, snobbando completamente il temporale che ci accompagnava per le strade della città. La gioia dei suoi “wao che bello” ad ogni “mamma guarda”. La sua forza di volontà nel fare qualsiasi cosa senza alcun limite. Il suo primo calice di vino e l’ubriachezza negli occhi mentre parla di suo padre. Le risate mentre si regge a me per tornare a casa. La sua sorpresa nel ricordarsi le strade dopo averle fatte una volta soltanto, tornare nella stanza d’albergo è diventato in due giorni come tornare a casa. In una casa mia e sua, tutta nostra.

È una donna meravigliosa, che si sente in debito con il mondo anche se alla fine non ha ricevuto niente. È meravigliosa mentre si emoziona in metro ascoltando il violino di un artista da strada più sfortunato e senza alcuna vergogna si alza e porta monete.

Mia madre che si ferma ad ogni bancarella cercando di fare regali per tutti e mai per se.

Auguro a chiunque di regalarsi un po’ di tempo con la propria mamma, farla divertire come una bambina, raccoglierla con cura, e coccolarla un po’. Poi auguro anche però, a differenza di quel che ho fatto io, di emozionarci davanti a lei per la felicità.

A te che sei la mia mamma bambina