Il viaggio perfetto 

Un viaggio perfetto può iniziare una mattina qualunque, alle cinque, alle dieci o di sera. Un viaggio perfetto inizia anche di notte se lo si decide, oppure si può non decidere nulla. A volte ci si ritrova in un viaggio senza accorgersene: non si sa quando si è partiti ne dove si sta andando.

Noi esseri umani ci differenziamo l’uno dall’altro con la nostra anima. Ci sono anime trasparenti che non sentono e non si fanno sentire, e per loro non esiste viaggio che lo faccia viaggiare veramente. Poi ci sono anime solitarie che cercano costantemente viaggi da vivere; sperano di incontrare piccole cose da raccogliere, mettere nello zaino e lasciarle giù quando pesa troppo.

Ecco cos’è un viaggio: io e il mio zaino pieno di tutto quel che di me vorrei portarmi dietro, pronta a svuotarlo e riempirlo di cose migliori.

Per me vivere un viaggio non è preparare la valigia o prendere per forza un aereo che ti porta a mille chilometri di distanza; capita infatti di scoprire che le mete migliori per ritrovare se stessi sono ovunque tu decida che siano.Ogni viaggio ti prepara meglio alla vita e non importa la distanza: si può viaggiare dentro la vita di qualcun’altro, assimilare esperienze altrui e farsene una propria ricchezza.

L’ultimo dei miei viaggi mi ha portato in Belgio, immergendomi in una lingua diversa e in un altro ritmo di vita.

Mi agita scoprire quanto è piccolo il mio spazio a confronto con il mondo, quanto bisognerebbe conoscere delle altre persone, delle loro giornate in altri paesi, delle problematiche che probabilmente affrontano oppure scoprire di quante cose che avresti sperato nell’esistenza, esistano davvero.

C’è cosi tanto da conoscere e che non conosco che non me ne capacito a pensare di non avere il tempo necessario per scoprire tutto. Non è giusto. Abbiamo un tempo di vita limitato e un mondo infinito di cose da conoscere e degne di essere vissute.

Un viaggio perfetto ci insegna infine: qualcuno ci ha creati come minuscoli esseri rispetto al mondo, ma ci ha dotato di grande curiosità che nutrendola ci permetterà di crescere a dismisura.

Buon viaggio.

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Spazio per se

Chiedo consiglio:

Come si fa a prendersi un po’ di tempo per se stessi?

Sento l’esigenza di ritrovarmi ma…. non so bene come si fa.

Consigli?

“La letteratura aiuta a comprendere”

commento lezione di letteratura scolastica – interpretazione

Il mio professore di letteratura è un tipo strano, faccio fatica ad inquadrarlo: quando parla di Dante, quando spiega il pessimismo cosmico di Leopardi, quando introduce il verismo con Rosso Malpelo di Giovanni Verga, è solito passeggiare davanti la cattedra e fissare gli alunni che mostrano attenzione. I suoi occhi sono chiari, non mi sono avvicinata troppo per definirne il colore preciso, ma ho bene in mente la loro espressione quando si immergono in discorsi letterari, vanno in giro inquietando un po’, non riesco ma a capire il perché siano cosi accesi e vigili.

Mi piacciono le sue lezioni devo dire, è pane per i miei denti effettivamente, amo la letteratura, amo ascoltare l’interpretazione, amo dialogarne; la maggior parte degli altri studenti invece chiamano il professore “il pesantone” (o almeno questo è il nomignolo più carino che vorrei riportare per rendere più o meno la loro idea) perché trovano che le sue lezioni siano totalmente noiose; a volte mi spiace che non siano appassionati come me a certe parole.

Le lezioni del professore dagli occhi indefiniti mi affascinano il più delle volte, altre volte invece mi lascia con un pizzico di perplessità: esce dall’aula, e mi ritrovo con la lavagna piena di disegni che ha fatto lui. Durante altre lezioni, mentre disegna alla lavagna alcune immagini che ci aiutano ad approcciarci ad concetto invece mi viene da pensare “-ma cazzo, già la mia mente è tremendamente complicata, già da sola su un bicchiere d’acqua ci costruisco mari profondi e infiniti, perché il mio caro Leopardi si faceva tutte queste “pippe” mentali? Perché al posto di stare lì ad osservare la gente di paese divertirsi e rimuginarsi addosso non si è unito alla gioia che poi invece ha rimpianto? veramente il mio caro Dante ha pensa alla teoria della compenetrazione dei corpi quando era sulla luna?” a questo punto ho dovuto interrompere il professore mentre disegnava sulla lavagna per spiegare un concetto e facendo fatica a trovare le parole gli ho chiesto:” ma chi lo dice che Dante nel suo viaggio in paradiso ha pensato alle teorie di Darwin o le leggi di gravità per volare in paradiso?”.

Come possiamo parlare ore e ore di un testo scritto 600 anni fa in modo cosi approfondito, mettendo in bocca a scrittori parole, concetti e intenzioni di pensiero con così tanta sicurezza e certezza. Effettivamente se leggiamo un testo, una novella dei nostri scrittori italiani più datati, se prendiamo in mano un loro testo e lo leggiamo così come è stato scritto ognuno di noi ne trarrebbe le proprie percezioni più o meno profonde. Oggettivamente leggendo i testi senza seguire percorsi per comprenderli da libri o lezioni sarebbe totalmente (o quasi) diversa l’interpretazione e la percezione che si ha delle parole.

Il professore al mio intervento è rimasto un attimo in silenzio, poi mi risponde in modo poco attento e fuggitivo chiudendo il discorso. A fine lezione vengo chiamata alla cattedra ed estraniata dalla classe e mi dice:- Hai fatto un intervento molto intelligente, prima di me ci sono stati tantissimi professori che hanno studiato ed insegnato la letteratura, nessuno ci dice con certezza che quello che i retroscena dei pensieri dei nostri scrittori , siano davvero ciò che avevano in mente, sono supposizioni quasi ovvie che arrivano da uno studio del loro modo di scrivere associato agli ambienti e tempi che vivevano storicamente; insegno letteratura a scuola perchè aiuta i ragazzi ad ampliare la mente, ampliare i pensieri, aiuta a pensare che ciò che vivono non corrisponde per forza alla realtà.”

Come di un testo scritto 700 anni fa si possa pretendere di sapere  il pensiero dello scrittore in modo preciso e fino oltre l’oggettività. Sicuramente possono essere tramandate dei documenti che possono aiutare l’interpretazione, ma non credo siano così certe da poter spiegare la profondità di uno scrittore.

Mi trovo d’accordo comunque sul fine educativo del professore, ma perché pur seguendo le verità certe di un testo, il genere di scrittura, il tema, i punti chiave fondamentali, se elaboro delle riflessioni o delle interpretazioni personali che siano diverse da quelle che il professore dice sono insufficiente?

CONCETTO CONTRADDITTORIO.  Io ho la mia visione ampliata nella mia esperienza di vita. La letteratura è propria.

#letteratura #dante #leopardi #professore #scuola #studio #lezione #interpretazione #visione #verità

cosa pensate del vostro blog?

Ogni volta che accedo il computer per un motivo o un’altro, vedo il logo di WordPress, ci clicco sopra, e se avevo 10 minuti da spendere con il computer, finisce che lo tengo sulle gambe per un paio d’ore, smanettando e rileggendo tante parole. Io mi sento così fiera di aver scritto ogni singola parola su questo blog e quel che non ho mai pubblicato.

Non so voi, ma questo è la mia ricchezza, ne sono estremamente gelosa e fiera, questa sono io, il mio cuore e la mia testa. Il mio profondo. La mia condivisione di cuore. Le emozioni, ciò che ci ricorda che siamo vivi. Non so voi, ma questo è Mio, e ne sono estremamente fiera.

#blog #fierezza #pensieri

forse mio fratello ha ragione (ma non lo sa)

Quando sono nostalgica,finisce spesso che apro il blog con la voglia di aggiornarlo e dare un po di me. Capita quando è da un po’ che non mi concedo dei momenti per me stessa, capita quando sono full dei “periodi”, quando non ho pazienza di fermarmi un attimo, perché ho paura del “fermo”.

Apro il blog, e vorrei scrivere tante cose, del mio presente, delle mille questioni che ogni volta sto affrontando, dei rapporti e le loro problematiche, del mio ennesimo 31 con il mio fidanzato, delle scoperte e le delusioni in amicizia, dei miei “non tentativi” con mio padre, delle paure del momento. Ogni volta che riapro il blog, mi rendo conto che ci sarebbero tante cose da scrivere, tante che perdo tempo a dargli un ordine che puntualmente non riesco mai a dare, allora opto nel cercare consiglio e ispirazione nei miei post già pubblicati; sfoglio e leggo vecchi post, finisco per perdermici.

Il blog per me ha una potenza forte davvero, mi tira fuori una smania incontrollata, un movimento veloce, pensieri che nascono, si muovono all’impazzata e non si mettono in ordine. Il mio blog è un generatore di in-put.

Rimettendo in ordine:

NOSTALGIA - APRO IL BLOG - VOGLIO SCRIVERE - NON SO DA DOVE COMINCIARE - RILEGGO QUALCHE PEZZO DI VECCHI POST CERCANDO UN ORDINE - UN ORDINE NON LO TROVO - LA MIA TESTA SI PERDE VIA NELLE MIE PAROLE - SONO PERSA NEI RICORDI E NELLE EMOZIONI - SONO IRRECUPERABILE - TORNO SULLA TERRA - HO FINITO IL TEMPO LIBERO.

HO FINITO IL TEMPO LIBERO. Mi concedo sempre troppo poco tempo, non faccio neanche in tempo a trovare un concetto, un destinatario. Mi rendo conto che è da troppo tempo che non mi fermo un attimo e mi ascolto.

Per tutti i miei post precedenti c’è una reazione istantanea ad un avvenimento: per assurdo quando provo delle forti emozioni poi è così facile trovare del tempo per scrivere.

Anche giornalmente avrei tante cose da spiegare e raccontare, ma per questo non ho mai tempo, esiste sempre qualche priorità che mi da modo di scappare.

Ho sempre pensato di essere abbastanza lucida nella mia vita, lucida, sana, attenta. Con la convinzione che non mi sarei permessa di perdermi di vista, ho scritto tanto su questo concetto (per citarne un testo non troppo vecchio: “progetto: Donna” 2017), il desiderio di avere sempre la forza e il coraggio di ascoltarmi, la paura mia più grande di diventare succube di qualcuno o di qualche avvenimento, di esserne totalmente travolta e trasportata senza accorgermene o senza consapevolezza.

Qualcuno che mi conosce mi direbbe con soddisfazione:-Te lo avevo detto che non poi controllare tutto e decidere tutto, ma tanto non ascolti mai finché non ci sbatti la testa da te. Caro amico mio, prenditi questa soddisfazione.

Ma ripartiamo da stasera amico, sono le 22.41, è almeno un’ora già che sono a parlarmi, e ne sono così in pace per questo.

Con pazienza, devo rimettere in ordine alcuni pensieri, dare priorità, sai che ho il brutto vizio di voler fare tutto insieme. Cosa più importante, da stasera devo smettere di raccontarmi cazzate, di raccontarmele per bene,di prendermi in giro; è un passo che introduco dicendo una verità che mi costa molto davvero.

Da un po’ di tempo non sono totalmente sana e lucida. Sono succube di alcune situazioni, non ho più tempo per me, ho uno strano terrore di rimanere sola, viene fuori l’ansia della mancanze del tempo. Non prendiamoci in giro, il tempo c’è per tutto se lo vogliamo, ma io ho paura a trovarlo, avrei tempo per pensare e i miei pensieri sono lame, sono macigni per cui non mi sento abbastanza forzuta.

22.55- mi rendo conto che non sono lucida dai casini che faccio, dalle visioni non chiare della realtà, della mia morbosa ricerca di punti di riferimento, dal mio catapultarmi in giudizi violenti, da pensieri pericolosi, dalle mie nostalgie, dalla mia sensazione di essere fuori luogo in tante situazioni, dalla stanchezza dei discorsi, dal continuare a convincermi spesso che sto facendo la cosa giusta al posto di sentirla, al continuo mettermi da parte.

Sempre in “progetto: Donna” scrissi che avevo il desiderio di rimanere una persona che si prende cura delle persone, mi augurai di poter sempre avere questo valore, l’altruismo. Ricordo bene le parole forti e sentite che scrissi, però ad oggi aggiungerei una cosa a quel testo troppo perfetto: “rimani sempre così, prenditi cura degli altri sempre con questa attenzione ma non prenderti carico della loro vita, finirai per perdere di vista la tua e fare male entrambe le cose”.

23.07-  due ore per scrivere 746 parole. Chissenefrega! ne sono orgogliosa. Avevo davvero bisogno di dare uno spiraglio a ciò che da troppo non ascolto nemmeno. Ho preteso che qualcuno ascoltasse ciò che nemmeno io sto ascoltando.

Zia oggi mi ha detto: Nico riprenditi e mi ha sorriso, sa che ce la farò, lei crede in me, io anche, calma pazienza, attenzione e basta bugie.

a presto amico

un casino di parole: la mia salvezza è la mia famiglia.

“mi fai stare bene mi fai stare bene” nelle orecchie questa canzone di Biagio e non è facile stare bene davvero ora. Quando sei fuori casa, persa in giornate che ti stringono alla gola. Non fai altro che cercare disperatamente un po’ di casa in qualsiasi cosa, in qualsiasi persona, in ogni sguardo che ti passa davanti ignorandoti. Sono partita, perché le persone a me care mi hanno consigliato vivamente di staccare, io pur non convinta fosse la soluzione migliore ho seguito il consiglio.

“Sono arrivata e voglio scappare”

La prima sera, sul lungo mare a bere con amici, ho tirato fuori ogni energia dentro me per ridere e divertirmi, per far sorridere tutti con la mia pazzia, ciò che di me loro si aspettavano; io sono solare davvero ma quando arrivò ad essere così esplosiva c’è davvero troppa energia sballata dentro me e non c’è modo di placarmi, sono un treno in corsa che perde il controllo.

Parlavo con chiunque ininterrottamente, ridevo come una matta, saltavo energicamente come un grillo in strada attirando attenzione e facendo ridere i passati.

Poi in un attimo, STOP! Il mio cervello si placa immediatamente. Istintivamente mi allontano da tutti e dalla situazione gioiosa che avevo creato. Si avvicinano tutti a me; “come stai? cosa succede?”

“voglio solo stare da sola, vi prego.”

Parole sopra parole, domande su domande:“lasciatemi stare e basta.”Mi sento soffocare da tutte queste domande.

Mi si gonfiano gli occhi, il dolore alla gola, un macigno nel petto che pesa quintali, poi mi scendono due lacrime con il viso paralizzato e non sento più le domande, sono in na bolla senza aria.

Tentano di calmarmi, io inizio a non respirare, singhiozzo senza piangere e volevo scoppiare. Così sono in preda ad un attacco di panico, e non c’e. Non c’è nessuno con me e per me. Soffocante solitudine. In questo momento la sofferenza mi ha aperto un buco profondo di mancanza. Sto male da tempo, ma non lo faccio vedere, sto soffrendo e ho paura della morte.

Quando stai davvero male cerchi l’amore fraterno, hai bisogno disperatamente della mamma e di papi. Ho bisogno di loro. Mi calmo accoccolandomi con il pensiero di un loro abbraccio. I giorni seguenti passati con un nodo alla gola, le persone intorno a me guardavano il mio male calpestandolo di freddezza e lontananza.

Dopo due giorni sono scappata, ho fatto una camminata di 40 minuti sotto il sole, senza aver mangiato, stanca… sono andata dalla mia sorellina, la mia piccola peste. Era assurdo che al mare con amiche io avessi bisogno di vedere la mia sorellina per recuperare un po’ di energie? ero sfinita. Ho confidato a loro di aver bisogno della mia famiglia ma non mi hanno compreso come avrei voluto.

Nel tragitto ho chiamato mamma mentre camminavo, una chiacchiera breve poi mi feci passare papà per salutarlo, lui sorpreso mi risponde salutandomi; era dolce e pacato nelle parole, mi ha raccontato della loro vacanza, non smetteva di parlare un momento, dopo ogni silenzio trovava altro da dirmi come se avesse capito che avevo bisogno della sua voce, e che in quel momento non avrei potuto spiccicare parola perchè avevo un nodo alla gola, volevo solo scoppiare a piangere e dirgli che mi mancavano e avevo bisogno di loro. Loro per me questo sono, un punto fisso d’amore e d’amare. Subito dopo ho chiamato la mia nonnina, abbiamo chiacchierato ancora e ancora.

Finalmente arrivo dalla mia patatina e me la stringo forte, mi emoziono e mi rilasso un po’. Ero ad un chilometro da uno dei posti più importanti della mia vita, non poterci stare era una sofferenza. Non poter abbracciare i miei amici in silenzio. Quelli che mi fanno sentire a casa. Quelli che li vedi e lì riempi di baci finché non devi andartene, che bevono dalla stessa bottiglia, vanno nello stesso bagno e respirano la stesa energia. Sono i pochi secondi con loro che mi porto impressi nel cuore.

ora sto correndo a casa, porto a casa con me mia sorella, lasciandolo giù pian piano su questa autostrada questo macigno. Starò bene e ne sono sicura, ma tutte le mie energie so a chi donarle ora. a chi lo merita davvero, a chi ha davvero l’anima buona. A chi mi sente.

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Torno a casa finalmente, nella mia casa, dalla mia famiglia .

Senti di più, pensa di meno.

Una cosa che amo di me: è che in ogni cosa ci metto tutta me stessa, in ogni pensiero, ci metto tutta la mia concentrazione, in ogni parola, la mia delicatezza e forza, e in ogni passione, tanta attenzione. Ci ho messo tanto per capire che la cosa di cui avevo più bisogno era amarmi, pian piano ho preso confidenza con questo sconosciuto sentimento.

Io ho così tanto amore per me stessa, che mi osservo spesso, ogni volta che posso, mi parlo ma soprattutto mi ascolto. Ho iniziato a sentire prima la voce della mia mente, mi diverte tanto, è iperattiva e sempre energica, non si fermerebbe mai. La mia mente è orgogliosa e spavalda, sa tutto lei è non c’è n’è per nessuno, ma è divertente ed impegnativa.

Poi molto tardi qualcuno mi ha ripetuto con violenza che tutto quel frastuono che sentivo non era solo la mia mente, ma bensì era il mio cuore che scalpitava. Il mio cuore è buono, forte e dolce. Ma come per ogni cosa grande e forte, ne ho paura. A volte parte, va. Non lo capisco. Il mio cuore è una cosa immensa. Mi ci perdo via a volte, è uno scatolone gigante. Il mio cuore quando ama, da oltre quel che ha, mi stupisce ogni volta. Sempre lui grande e forte, è quello che ha più bisogno di cure. Quella energia che regala come ossigeno ha bisogno di essere amata, ha bisogno in realtà di poco. Ha solo bisogno di sapere di aver fatto qualcosa di buono, vuole essere certa che quell’amore faccia bene.

Il mio cuore ama oltre quel che può. A volte fa male. A volte sento non torni.

(Grazie jo per il titolo)

Ego – egoismo

Non saprei neanche da dove iniziare ad esprimere le mie pesanti parole di delusione.

Sono pesanti perché mi fanno davvero soffrire, spesso provo a giustificare quel che vedo ogni giorno, cerco di tirarmi su il morale, ma a volte davvero mi pesa così tanto questa realtà.

La realtà che combatto ogni giorno è nelle persone senza amore. Io poi mi mangio il fegato nel cercare di capire la natura di certi comportamenti: penso che a volte sia colpa della propria storia, a volte dura, altre volte penso che le persone siano egoiste e totalmente disinteressate agli altri perché hanno paura del l’affetto o dell’amore. Sono pochissime le volte che arrivo alla conclusione che l’egoismo sia un fattore caratteriale; ed oggi è una di quelle.

Sono estremamente testarda quando mi metto in testa qualcosa; penso di poter fare miracoli, di aiutare gli altri a conoscersi dentro, conoscendo prima me stessa a specchio;

Ultimamente è un continuo cercare di tenere salda l’idea che ho in testa di quel che voglio e so essere. Mi sembra però che ci siano troppe persone che stanno infangando questa mentalità, mettendomi nella situazione di pensare che forse sbaglio ad essere così altruista, a farne una questione di vita, la vita di tutti, degli occhi che incontro giornalmente, di avere a cuore con tutta me stessa la felicità di ognuno perché penso che tutti se la meritano senza limiti.

Mi sento come un pasto caldo in una giornata ghiacciata messo a disposizione per chiunque voglia mangiare un po’.

Forse sbaglio, ma darei tutta me stessa se qualcuno chiedesse il mio aiuto.

Così tante persone sono abituate a pensare solo al loro piatto perché nessuno ha mai condiviso l’ultimo pasto caldo con loro, e così la prendo dritta in faccia.

Sono così triste.

Continuo a prendere pali in faccia, sperando che qualcuno possa vivere meglio con il mio contributo, con quel che posso e voglio offrire.

È così triste questo mondo egoista.

Io sogno un mondo collaboratore, credo nella forza di gruppo. Ci credo così tanto.

Penso che la vita sia una stronza tante volte, perché seguirla di pari passo e renderla più fredda?

le persone come me le chiamano le “eterne infelici” probabilmente perché questo desiderio di un gruppo di persone che si ama incondizionatamente, che si appoggia l’un l’altro, che si spera nei successo e nelle gioie altri non smetterà mai di esserci.

L’esperienza, la vita probabilmente con le sberle in faccia ti costringerà a raffreddarti un po’, ma io credo nella forza che il tuo cuore caldo emana.

Si sente fino a qui l’amore che noi tutti abbiamo dentro.

Quindi domani, stringi più forte la mano dei tuoi cari e si presente.

Alla fine della vita io sono convinta che quel che sarà importante non saranno i goal fatti in champions ne il ruolo più alto ottenuto lavorativamente, conterà soltanto quante volte ci sei stato (ma per davvero) quando avevano bisogno di te e ancor di più quando non ne avevano bisogno.

Un abbraccio a te che leggi. Spero ti arrivi

Niki

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